Molte persone si lamentano perche' conducono una vita insoddisfacente. Le problematiche piu' comuni sono il lavoro e le relazioni. Un'altra lementela comune e' che 'le cose sembrano sempre uguali' , nulla sembra cambiare (gia', ma chi dovrebbe cambiarle?). In mezzo a questa folla di insoddisfatti c'e' una percentuale di 'contenti'. Queste persone hanno un lavoro che li gratifica, degli interessi che li appassionano e, di solito, anche delle buone relazioni. Chi sono questi privilegiati? Sono semplicemente coloro che hanno un'autostima migliore della vostra e che pensano di MERITARE cio`che hanno. E adesso sveliamo un segreto importante: 'Tu otterrai soltanto quello che credi di meritare'. E' cosi'! Sotto sotto ti consideri un individuo mediocre, non abbastanza capace, non tanto dotato e allora ti direzionerai verso quelle cose che 'potrai permetterti'. Conseguenza......NON CRESCERAI MAI!
Forse alla base ci sono stati dei genitori troppo severi, degli insegnanti che non erano contenti di te... e tu ti sei portato questo condizionamento per il resto della tua vita.
Quel jeans e' troppo caro, meglio non comprarlo. La verita' e' che non pensi di meritarlo e se tu lo comprassi avresti dei forti sensi di colpa. Fai e continui a fare scelte di serie B. Si vede anche dagli amici che hai, dalle persone che frequenti, dai 'compagni' che scegli.
Ma come si risolve tutto questo? Non vogliamo mica restare nel problema!
Bisogna innanzitutto DEPOTENZIARE le cattive abitudini. Se non hai gran stima di te, sicuramente ti dirai delle cose. Prova ad ascoltare la vocina interna. Cosa ti dice appena ti alzi la mattina? Cosa ti dice quando ti guardi allo specchio? Cosa ti dice quando fai una domanda di lavoro? Quando vuoi conoscere una persona carina, fare un viaggio piu`avventuroso?
Dobbiamo cominciare a indebolire la vocina negativa e sostituire i messaggi con altri piu' potenzianti.
Esempio: Mi sveglio al mattino e la vocina dice: Mamma mia, un'altra giornata di lavoro, non ce la posso fare!' Scegli un messaggio potenziane come risposta: Ogni giorno posso avere delle opportunita` meravigliose e io mi apro a queste possibilita`. Lavorate di fantasia.
Aiutatevi, ogni volta che potete, con la visualizzazione creativa.
Ogni volta che vogliamo un cambiamento/miglioramento dobbiamo sostituire abitudini depotenzianti con nuove abitudini potenzianti.
Quali altri strumenti hai per spiccare il volo? Vediamo i possibili risultati da 1 a 100:
* Leggere un libro di crescita personale: acquisterai delle nozioni importanti: 25%
* Praticare un libro di crescita personale: Ti approprierai di alcuni strumenti: 40%
* Frequentare un training/workshop: Senz'altro ti dara' piu' risultati ma, ancora una volta, se non pratichi non serve a molto: 55%
* Seguire un percorso con un Life Coach: E`il tuo allenatore. Individua velocemente i punti deboli su cui dovrai lavorare e ti supporta. 90%
A questo punto, SCEGLI! Vuoi restare sul vecchio sentiero, quel vicolo cieco che percorri da anni? O vuoi prendere l'autostrada e raggiungere veloce la meta?
RICORDA: Se non fai nulla per realizzare i tuoi sogni, diventerai una comparsa nel sogno di qualcun'altro.
Tiz Maverick
Counselor, Life Coach
and more...
giovedì 2 maggio 2013
mercoledì 17 aprile 2013
mercoledì 6 marzo 2013
Relazioni complicate!
Ma come mai le Relazioni stanno diventando cosi difficili?
Una volta non era cosi! Si usciva con un gruppo, ci si conosceva, lui ti invitava a cena e dopo qualche volta, se gli piacevi, ti faceva la famosa 'dichiarazione'. Tu come una principessa, valutavi e davi la risposta o, in alcuni casi, chiedevi il permesso di pensarci qualche giorno.
Adesso esci con qualcuno, dormi a casa sua, ci porti i tuoi effetti personali, ci fai qualche figlio e quando lui parla di te, dice che 'vi state frequentando'. Accidenti!
"Prima, cara principessa, se me la davi, ero costretto a prendermi le mie responsabilita` ma ora, me la danno tutte e non mi va di impegnarmi". Questo potrebbe essere un'ipotetica risposta onesta di un 'amico' che 'frequentiamo'.
Si rifuggono le relazioni a favore delle 'frequentazioni' e dei cosiddetti 'trombamici'.
Certo anche noi donne siamo complici di tutto questo. Siamo diventate troppo leggerine o aggressive o pretenziose. Se qualcuno si comporta in un certo modo con noi e' perche' glielo stiamo CONSENTENDO. Se sei una donna/vittima, attirerai un carnefice, questo e' poco ma sicuro.
Ma vediamo alcune categorie femminili piuttosto famose:
- La donna Mamma/Chioccia: sempre pronta a prendersi cura, ad accudire, cucinare, stirare e perdonare.
- La crocerossina: Vuole salvarti ad ogni costo dall'alcol, dal fumo, dagli amici, dal cibo...
- La Pantera Sexy: sempre super seduttiva, scollacciata, minigonnata, bollente. Deve averti ad ogni costo.
- La donna in carriera: Borsa 24ore, lavora fino a tardi ed e`altamente competitiva. Tende a schiacciarti.
- Wonder Woman: Instancabile, fa diecimila cose contemporaneamente, deve essere la piu brava! Ti esaurisce.
- La donna 'Ce l'ho solo io': Superba, snob, vive sul piedistallo. Non sarai mai abbastanza.
- La fidanzata, sempre carina, truccata, ben vestita, docile, aggrappata al tuo braccio. Vuole essere sposata!
- La donna Manager: E`un capo! Un leader! Bella, intelligente, brava...ti umilia solo perche` esiste.
E potrei continuare... Ora consideriamo che spesso l'uomo e` un semplicione e non vuole complicazioni, quando comincia a diventare vittima del vostro personaggio, dopo un po`se la da a gambe levate o trova un'altra che gli sembra piu' inoffensiva.
La verita', come sempre, e' che per costruire una relazione sana, bisogna lavorare sempre prima su noi stessi. Quello che otteniamo e`il riflesso di cio' che siamo. Ricordate il famoso detto: Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei? Proprio cosi? Per cui vi prego, non perdete tempo ad aspettare il Principe o non cercate di trasformare il poverino di turno nel vostro 'LUI'. Fatevi un'attenta e sincera analisi, non ponetevi come prede e neppure come predatori. Lavorate su di voi, prendetevi del tempo per conoscere bene la persona di turno e se sentite il campanello d'allarme che suona, scappate finche`siete in tempo :-)
P.S. Maggiorni informazioni verrano svelate nel mio prossimo seminario sulle Relazioni.
Una volta non era cosi! Si usciva con un gruppo, ci si conosceva, lui ti invitava a cena e dopo qualche volta, se gli piacevi, ti faceva la famosa 'dichiarazione'. Tu come una principessa, valutavi e davi la risposta o, in alcuni casi, chiedevi il permesso di pensarci qualche giorno.
Adesso esci con qualcuno, dormi a casa sua, ci porti i tuoi effetti personali, ci fai qualche figlio e quando lui parla di te, dice che 'vi state frequentando'. Accidenti!
"Prima, cara principessa, se me la davi, ero costretto a prendermi le mie responsabilita` ma ora, me la danno tutte e non mi va di impegnarmi". Questo potrebbe essere un'ipotetica risposta onesta di un 'amico' che 'frequentiamo'.
Si rifuggono le relazioni a favore delle 'frequentazioni' e dei cosiddetti 'trombamici'.
Certo anche noi donne siamo complici di tutto questo. Siamo diventate troppo leggerine o aggressive o pretenziose. Se qualcuno si comporta in un certo modo con noi e' perche' glielo stiamo CONSENTENDO. Se sei una donna/vittima, attirerai un carnefice, questo e' poco ma sicuro.
Ma vediamo alcune categorie femminili piuttosto famose:
- La donna Mamma/Chioccia: sempre pronta a prendersi cura, ad accudire, cucinare, stirare e perdonare.
- La crocerossina: Vuole salvarti ad ogni costo dall'alcol, dal fumo, dagli amici, dal cibo...
- La Pantera Sexy: sempre super seduttiva, scollacciata, minigonnata, bollente. Deve averti ad ogni costo.
- La donna in carriera: Borsa 24ore, lavora fino a tardi ed e`altamente competitiva. Tende a schiacciarti.
- Wonder Woman: Instancabile, fa diecimila cose contemporaneamente, deve essere la piu brava! Ti esaurisce.
- La donna 'Ce l'ho solo io': Superba, snob, vive sul piedistallo. Non sarai mai abbastanza.
- La fidanzata, sempre carina, truccata, ben vestita, docile, aggrappata al tuo braccio. Vuole essere sposata!
- La donna Manager: E`un capo! Un leader! Bella, intelligente, brava...ti umilia solo perche` esiste.
E potrei continuare... Ora consideriamo che spesso l'uomo e` un semplicione e non vuole complicazioni, quando comincia a diventare vittima del vostro personaggio, dopo un po`se la da a gambe levate o trova un'altra che gli sembra piu' inoffensiva.
La verita', come sempre, e' che per costruire una relazione sana, bisogna lavorare sempre prima su noi stessi. Quello che otteniamo e`il riflesso di cio' che siamo. Ricordate il famoso detto: Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei? Proprio cosi? Per cui vi prego, non perdete tempo ad aspettare il Principe o non cercate di trasformare il poverino di turno nel vostro 'LUI'. Fatevi un'attenta e sincera analisi, non ponetevi come prede e neppure come predatori. Lavorate su di voi, prendetevi del tempo per conoscere bene la persona di turno e se sentite il campanello d'allarme che suona, scappate finche`siete in tempo :-)
P.S. Maggiorni informazioni verrano svelate nel mio prossimo seminario sulle Relazioni.
sabato 16 febbraio 2013
Non si può delegare la guarigione a una sostanza chimica
Sono le
08:15 e mi trovo nella sala d’attesa di un Padiglione del 2ndo Policlinico. Ci
sono poche sedie e resto in piedi. Piano piano i miei occhi vengono assorbiti
da quelle pareti un po’ sporche, scorticate, nude e fredde. Altra gente arriva
e affolla la saletta. Guardo i loro volti. Gente semplice, del popolo, qualche
persona anziana. Passa il tempo, molto tempo, comincio a essere stanca e mi
dirigo verso una sedia che si è
liberata. Continuo a guardare quelle pareti orribili e penso: Possibile che non
ci siano i soldi per dare una rinfrescata a questi posti? Probabilmente no! E
allora i medici non potrebbero autotassarsi? Poche decine di euro ciascuno e qualcuno
che si offre volontario x pitturarle? Mi tornano in mente le parole del mio
avvocato quando mi ha detto che ho un’anima hippy. Già, ha ragione… Io vedo il
mondo a colori, credo nell’amore, nella fratellanza, nella solidarietà…
L’attesa
dura circa due ore e poi finalmente entro e mi trovo davanti a 8 giovani
medici. Caspita, un team tutto per me. La dottoressa mi chiede come va e le
rispondo che non mi sento granchè dopo tutti gli antibiotici che ho dovuto
prendere. Le dico ‘Io mi curo con la mente’. Cala un silenzio di tomba, quasi
imbarazzante.
Procedono con l’ecografia, usandomi tipo cavia per fare pratica.
Paziente mi sottopongo ai loro tentativi di individuare i vari organi. Finalmente
arriva lui, il capo e prende in mano la situazione portando lo strumento avanti
e indietro, su e giù sul mio addome e …’Tutto a posto’ dice! Eppure avrebbero
dovuto trovare parecchie sorpresine spiacevoli. Allora la mia autocura col
potere della mente funziona!!! Stavolta li guardo io con un sorriso ironico. Mi
rivesto ed esco. Mi fermo sulla porta, mi giro a guardarli e dico loro ‘State
per diventare medici. Dovete trattare i vostri pazienti con empatia e con
amore. E’ l’amore che guarisce non le medicine. Non diventate come quei medici
freddi, distanti, rigidi, quasi cinici. Chi soffre ha bisogno di attenzione e
di conforto.’ Mi guardano un po’ inebetiti e fanno di si con la testa. Mentre
vado via, vedo lo sguardo del ‘capo’ che era fuori la porta e aveva ascoltato
le mie parole. Mi guarda come se fossi un’apparizione. Sorrido e mi infilo nei
corridoi per uscire.
Una volta
fuori non ho potuto fare a meno di pensare alla solitudine, alla paura, lo
sconforto di quelli che si affidano alle ‘cure’ mediche. Questi ospedali sono,
al contrario, molto inospitali. Freddi, sporchi, puzzano di alchol e di
medicine. Psicologicamente ti buttano giù. Spesso il personale medico e
paramedico è abbrutito, freddo, scostante. A furia di vedere sofferenze ci
fanno il callo e rischiano di diventare persone insensibili. Io stessa, in
prima persona, ho avuto esperienze atroci negli ospedali, roba da lager.
Vai da un
medico e spesso l’unica cosa che sa fare e darti un mucchio di medicine o dirti
di operarti. Il medico non considera il paziente nella sua totalità, un insieme
di corpo, mente e spirito. Il paziente andrebbe ascoltato, dovrebbe avere una
cartella con tutta la sua storia medica. Il medico, dovrebbe anche indagare
sullo stato complessivo della persona: salute, alimentazione, movimento,
livello di stress, vita affettiva. La malattia nasce sempre prima come
somatizzazione di un disagio. Trovo la maggior parte dei medici cosi
freddamente razionali.
Quando sono
uscita da quella struttura ho cominciato a fantasticare e immaginarmi ospedali
che hanno un buon profumo, piuttosto che puzzare di alchol e medicine. Un po’ di
aroma terapia. Le stanze invece che essere di color bianco-grigio-sporco…hanno
delle scene che rappresentano paesaggi in Natura. Sulle pareti ci sono poster
con messaggi motivanti di supporto. Ci sono sale biblioteca dove si possono
donare libri da far leggere ai pazienti. Ci sono dei counselor che fanno il
giro una volta al giorno per parlare con i malati, per ascoltarli. Il
personale sanitario è gentile e ha una targhetta col proprio nome. Ci sono dei
volontari che un paio di volte al giorno vanno a visitare i più bisognosi e gli
anziani per portar loro un pò di calore. I medici, durante il giro di visite,
danno dei consigli, incoraggiano e ogni tanto accarezzano i pazienti. C’è una
sala dove si proiettano film per quelli che non sono allettati tutto il giorno
e una piccola cappella per pregare.
Un ospedale
deve essere un posto accogliente e un medico qualcuno che ti aiuta a guarire.
Non possiamo delegare la guarigione a delle sostanze chimiche.
Cari medici
e paramedici, vi invito a essere delle persone migliori, a metterci il cuore perché
è l’amore che guarisce non la medicina.
Grazie
giovedì 24 gennaio 2013
Formazione e Formatori
Prima di esprimere il mio pensiero inizio col dire che sono anche io una formatrice. Mi occupo di varie cose e una di queste e’ la formazione per italiani e americani.
Ho acquisito tecniche e strumenti vari da alcuni dei grandi in questo campo, in Italia, Europa e USA . A tutto questo, pero' ci ho aggiunto qualcosa di mio, di personale: Semplificazione, Umanita' e Cuore.
Il panorama dei formatori si e' allargato enormemente negli ultimi 10 anni. Ovviamente, molti la considerano anche una possibilita' per lavorare, far carriera e ottenere guadagni. Ci sono quelli che hanno studiato e lavorato duramente per ottenere risultati e altri che si sono improvvisati.
La mia prima raccomandazione, quindi, e' di stare molto attenti e cercare di comprendere in quail mani vi state affidando.
Le prime regole per poter offrire una buona formazione sono queste:
- Conoscere a fondo la materia che si va a presentare
- Essere in grado di parlare in pubblico (background in public speaking e comunicazione verbale e non verbale)
- Essere in grado di gestire un’audience (domande, momenti di crisi, stanchezza)
- Time management (gestire il tempo per ogni argomento, pause, etc)
- Audience analysis: L’abilita' di rendersi conto, attraverso domande e diretta osservazione, del tipo di persone che abbiamo in aula.
- Essere un Comunicatore efficace. Vale a dire che la presentazione deve essere varia, contenere un buon numero di esempi e di storie. Bisogna essere in grado di tenere l’attenzione e soprattutto essere abile, con degli ancoraggi specifici, a fissare dei concetti nella mente dei partecipanti. Sappiamo che il nostro cervello puo' contenere un numero molto ristretto di informazioni, da 5 a 9, dopodiche’ si distrae e non riesce a seguire o ricordare tutto il resto.
Fatte queste premesse, vorrei ora spendere due parole sulla Formazione.
Ci sono quelli che da anni non si perdono un corso. Ne hanno fatti decine ma, ahime', non sono migliorati molto. Come mai? La risposta e' questa: Non basta fare corsi di formazione per migliorarsi la vita, BISOGNA PRATICARE TANTO E APPROPRIARSI DEGLI STRUMENTI!
Per esempio…facciamo che volete diventare uno chef e vi iscrivete a dozzine di corsi di cucina. Spiegazioni su spiegazioni, trucchi, ricette, suggerimenti. Tornate a casa, vi rileggete gli appunti ma non cominciate mai a mettere le pentole sul fuoco ed ad imparare a fare le cose che sono li sul foglio. Dopo anni sarete un cuoco eccezionale? Noooo, sarete solo uno che ha frequentato dei corsi di cucina.
FARE UN CORSO DI FORMAZIONE NON VI CAMBIA LA VITA, imparare a usare gli strumenti che vi vengono mostrati, puo' aiutarvi a farlo.
Allora, il consiglio che vi do, che probabilmente e' anche nel mio ultimo libro “Prima di Chiedere Aiuto a Dio, consulta un counselor o almeno Leggi questo Libro", e' questo: Prendete un solo strumento, una sola tecnica e praticatela fin quando ve ne sarete impadroniti.
Potrebbe essere la meditazione, la respirazione, la comunicazione, il pensiero positivo o altro. Piuttosto che essere competenti in una marea di nozioni, siate bravi in qualcosa che vi puo' essere utile. Comprate una cassetta con 70 attrezzi e non sapete usare neanche un giravite…a cosa serve?
Ultima raccomandazione o suggerimento. Volete farvi del bene? Volete star meglio? Attraversate un momento di crisi? Prendete atto di questo, non ignorate questo vostro disagio e, prima della formazione, affidatevi a un Life Coach o a un bravo Counselor. Fate un piccolo percorso personale. Vi verranno in ogni caso passati degli strumenti importanti e imparerete a usarli subito. Io lavoro sia come formatrice che come Life Coach e Counselor ed e’ proprio per questo che mi permetto di esprimere la mia opinione. I risultati piu' grandi e importanti che ho avuto sono stati proprio negli incontri personalizzati di Coaching/Counseling. A volte in solo 4 o 5 sessioni ho notato grossi cambiamenti nelle persone ma soprattutto DURATURI.
Nella formazine ho visto persone entusiaste, prendere coscienza e consapevolezza di molte cose ma, dopo qualche giorno, se non segue un impegno nel mettersi a lavorare…tutto o quasi svanisce nel nulla.
Ricapitolando! Date una svolta alla vostra vita, prendetevi cura di Voi.
Se scegliete un corso di formazione, un seminario, non date i vostri soldi e tempo a persone che si improvvisano. Ho notato questa tendenza anche in Facebook ove, individui che non hanno alcuna esperienza come formatori, scelgono una materia o un soggetto di facile presa e propongono seminari per cercare facili guadagni.
Una volta scelto il seminario e il formatore giusto, fate pratica..pratica…tanta pratica.
Se invece volete un lavoro piu’ personalizzato, su di voi, sceglete il Life Coaching o Counseling.
Prendetevi la responsabilita’, non procrastinate, fatelo oggi. Questi sono strumenti che hanno cambiato la mia Vita e quella di molti altri.
Non arrendetevi a una vita mediocre.
Con Amore,
Tiz Maverick
mercoledì 16 gennaio 2013
Attacchi di Panico - Web article
Attacchi di Panico
Di cosa soffre la vittima dell'attacco di panico?
domenica 6 gennaio 2013
Le Relazioni e il Virtual World
Siamo in un momento storico dove il virtuale, che era stato progettato per essere di supporto al reale, invece ha finito quasi per sostituirlo. Prima le chat, poi Facebook e gli altri social network. L'intenzione era buona e sana: quella di dare l'opportunità alle persone di allargare il giro di conoscenze e facilitare i rapporti sociali. Noi umani, però, siamo diabolici e abbiamo finito col manipolare il tutto o con il non comprendere bene il vero scopo di questi 'supporti'. Ecco che orde di maschi allupati si sfregano le mani e si avventano su facili prede. Ecco timidi e insicuri rimanere prigionieri di una tastiera senza mai avere il coraggio di presentarsi 'live' ai vari contatti acquisiti. Ecco donne in cerca del Principe azzurro (si, sempre lui) avventurasi a capofitto verso l'ennesima delusione. E cos'altro? Avventurieri, casi senza speranza, ninfomani, venditrici di sesso, persone regolarmente coniugate, ragazzini che si spacciano per adulti e....potrei continuare all'infinito. Immagino i tuoi occhi sgranati che mi chiedono 'Nientemeno? C'è tutto questo nei social?' Si, ti rispondo e tanto di più ma....attenzione, ci sono anche persone normali, persone perbene e addirittura belle persone.
Se qualcuno insiste a voler rimanere nel virtuale e a non manifestarsi, di solito un motivo c'è...allora lascia perdere.
Il profilo deve rispecchiare quello che sei. Se metti foto finte, titoli fasulli, se ti dipingi per quello che non sei, prima o poi verrai smascherato. Un profilo troppo pieno di te non va bene. Uno troppo chiuso e segreto, neanche. Usa eleganza e sobrietà.
Quando qualcuno ti chiede l'amicizia, prima di accettare fai un controllino. Vai nel suo profilo e guarda i suoi amici. Se ha 400 amiche, di cui parecchie scollacciate...mi sembra chiaro cosa sta cercando. Se ha solo 12 amici....come mai vuole proprio te come amico? Cosa scrive? E' ossessionato dalla politica? Scrive solo cavolate? Insomma cerca di farti un'idea della persona. Ha solo una foto? Non ha foto?
Se dopo una prima indagine ti sembra una persona 'accettabile', clikka sì sulla richiesta e poi salutalo/a, scrivi qualcosa sul suo profilo. Se c'è qualche suo post interessante, commenta. Insomma questi social sono fatti per interagire e non per parcheggiarsi.
Un'altra cosa importante. Evita pettegolezzi, maldicenze e roba varia. Come in una piazza, le voci circolano e si viene a sapere tutto. Ci faresti una pessima figura. Una volta che ti sei 'sputtanato' sarà molto difficile ricostruirti un'immagine.
Cerca di organizzare qualcosa e invitare le persone che ti stanno simpatiche e a tua volta cerca di partecipare a qualche evento. Come nel reale, conoscerai tanta gente ma saranno pochi quelli con cui stringerai un'amicizia.
Se proprio intrecci una relazione con un Facebookiano, io eviterei di metterla in pubblico con tanto di status. E' terribile leggere quel 'Maria è impegnata con Giacomo G.'..dopo due settimane 'Maria è single'....Due mesi dopo 'Maria è impegnata con Franco F'. Bhè non ci fai una bella figura.
Evita di fare il professorino, il profeta, il fantastico, insomma di metterti sul piedistallo...soprattutto evita di sputar sentenze e sparlare di altri o peggio, i litigi in diretta. Ricorda che in questi social sei sotto osservazione continua.
Evita anche, se hai un business, le gelosie professionali e di denigrare i tuoi 'colleghi' a meno che tu non sappia per certo che il tizio in questione sia un imbroglione e vuoi mettere in guardia qualcuno. Evita anche il supermartellamento coi tuoi eventi.
Non passare ore dietro uno schermo ma utilizza questi mezzi con intelligenza.
Non restare intrappolato nel virtuale perche quando spegni il pc sarai di nuovo da solo.
Se qualcuno insiste a voler rimanere nel virtuale e a non manifestarsi, di solito un motivo c'è...allora lascia perdere.
Il profilo deve rispecchiare quello che sei. Se metti foto finte, titoli fasulli, se ti dipingi per quello che non sei, prima o poi verrai smascherato. Un profilo troppo pieno di te non va bene. Uno troppo chiuso e segreto, neanche. Usa eleganza e sobrietà.
Quando qualcuno ti chiede l'amicizia, prima di accettare fai un controllino. Vai nel suo profilo e guarda i suoi amici. Se ha 400 amiche, di cui parecchie scollacciate...mi sembra chiaro cosa sta cercando. Se ha solo 12 amici....come mai vuole proprio te come amico? Cosa scrive? E' ossessionato dalla politica? Scrive solo cavolate? Insomma cerca di farti un'idea della persona. Ha solo una foto? Non ha foto?
Se dopo una prima indagine ti sembra una persona 'accettabile', clikka sì sulla richiesta e poi salutalo/a, scrivi qualcosa sul suo profilo. Se c'è qualche suo post interessante, commenta. Insomma questi social sono fatti per interagire e non per parcheggiarsi.
Un'altra cosa importante. Evita pettegolezzi, maldicenze e roba varia. Come in una piazza, le voci circolano e si viene a sapere tutto. Ci faresti una pessima figura. Una volta che ti sei 'sputtanato' sarà molto difficile ricostruirti un'immagine.
Cerca di organizzare qualcosa e invitare le persone che ti stanno simpatiche e a tua volta cerca di partecipare a qualche evento. Come nel reale, conoscerai tanta gente ma saranno pochi quelli con cui stringerai un'amicizia.
Se proprio intrecci una relazione con un Facebookiano, io eviterei di metterla in pubblico con tanto di status. E' terribile leggere quel 'Maria è impegnata con Giacomo G.'..dopo due settimane 'Maria è single'....Due mesi dopo 'Maria è impegnata con Franco F'. Bhè non ci fai una bella figura.
Evita di fare il professorino, il profeta, il fantastico, insomma di metterti sul piedistallo...soprattutto evita di sputar sentenze e sparlare di altri o peggio, i litigi in diretta. Ricorda che in questi social sei sotto osservazione continua.
Evita anche, se hai un business, le gelosie professionali e di denigrare i tuoi 'colleghi' a meno che tu non sappia per certo che il tizio in questione sia un imbroglione e vuoi mettere in guardia qualcuno. Evita anche il supermartellamento coi tuoi eventi.
Non passare ore dietro uno schermo ma utilizza questi mezzi con intelligenza.
Non restare intrappolato nel virtuale perche quando spegni il pc sarai di nuovo da solo.
mercoledì 12 dicembre 2012
Lettera a Gesu Bambino
Caro Gesu` bambino, un altro anno e` passato e non e`stato facile per molti... E’ che la gente, caro Gesu`, a volte si sente persa, come in balia degli eventi. Io non lo so questi ‘grandi’ che combinano ma sono sempre nervosi, sempre agitati e spesso tristi.
A me, che sono piccolina, il mondo sembra cosi` bello e mi basta poco per essere felice: un cucchiaino, un peluche, una matita colorata.
Sai, tutto mi sembra cosi magico ma perche`per i grandi questo non c’e`piu`?
Eppure, Gesu`bambino, loro hanno giocattoli molto piu`costosi dei miei. Noi abbiamo macchinine piccole piccole ma le loro sono grandissime. Noi abbiamo piccole biciclette e le loro sono grandi e coi motori. Noi siamo felici se giochiamo sul balcone o al parco. Loro fanno viaggi costosi. Noi sorridiamo per un piccolo pezzo di cioccolata. Loro vanno al ristorante e mangiano tante cose buone. Per noi, Gesu`bambino, ogni cosa e`un regalo, una scoperta, una cosa magica... Per noi la guerra e`solo un gioco, poi torniamo a ridere coi nostri fratellini.
Noi crediamo a tutto e tutti. Noi ci fidiamo e ci viene detto sempre che dobbiamo imparare dai ‘grandi’ ...ma siamo sicuri? A noi sembrano cosi tristi e insoddisfatti!
E allora Gesu` bambino, voglio chiederti un regalo speciale per quest’anno. Potresti, per favore, far tornare, per un giorno solo, tutti i grandi, di nuovo bambini?
Potresti, per un giorno solo, far rivivere loro la spensieratezza, l’allegria, l’amore, la gioia, l’entusiasmo di quando erano piccoli piccoli come me?
E un’altra cosa, caro Gesu`, potresti dire ai grandi che forse e`meglio che imparino loro qualcosa da noi?
Grazie Gesu`e proteggi sempre tutti quelli che amo ma anche tutti gli altri
Bimba Tiz
J
lunedì 26 novembre 2012
Dal Pensiero Positivo al Pensiero Creativo
Come migliorare la propria vita,
modificando il proprio sistema di pensiero
modificando il proprio sistema di pensiero
(tratto da: www.pensieropositivo.com)
Anche questo è uno schema, pensare alle sole cose negative, e come schema può essere sostituito da uno migliore e più "CREATIVO" per la nostra esistenza. Questi appunti sul modo di pensare sono una considerazione e non una critica a noi stessi. Uno dei concetti essenziali consiste nell'amare noi stessi, per quello che siamo, considerando che ogni cosa che abbiamo fatto fino ad ora era la migliore che potevamo fare in quel momento in base all'esperienza maturata. Accettare questo ci permette di non auocriticarci, e di far giungere una maggior consapevolezza di prosperità nella nostra vita.
Come potrete leggere ne "I Punti di Forza" ognuno è responsabile delle proprie esperienze, e siccome ogni nostro pensiero crea il nostro futuro, possiamo fin d'ora provare a modificare gli schemi mentali a cui abbiamo ricorso fino
Molti avranno visto il film "L'attimo fuggente" e sicuramente ricorderete la scena degli allievi che salgono sopra la cattedra per avere un altro punto di vista. Trovare altri punti di vista significa rendere creativo ogni nostro pensiero e ogni nostro istante.
Per questo motivo molte persone che conoscono il pensiero positivo sono spinte attualmente a denominarlo CREATIVO,
primo perché così si esce da una connotazione dualistica positivo-negativo secondo perché si dà al pensiero un'impronta neutra ma non limitante: creativo... creativo di ciò che si ritiene utile ed importante per noi stessi.
Lasciamo aperta la porta alle nostre enormi potenzialità, e ci accorgeremo che la nostra vita può guarire! Una volta un amico disse parlando di una sua situazione: Questa è l'unica cosa bella di questo periodo. Perché non dire: Questa è la prima cosa bella di questo periodo!
Non è mancanza di realismo, è semplicemente lasciare aperta la porta ad altre possibilità... la nostra mente riceverà così un messaggio creativo, apportatore, di nuove opportunità, invece di quello limitante. Provando solo a cambiare questa frase potremmo comprendere che dietro al concetto: questa è l'unica cosa bella..., si potrebbero nascondere in realtà altre situazioni, altre emozioni, quali ad esempio quella di non meritare altre cose belle! Cercando in ogni istante di essere coscienti di ciò che si pensa. Possiamo lavorare oltre che sul nostro aspetto mentale anche su quello emozionale, liberandoci così dei vecchi pensieri limitanti e creare in ogni secondo un miracolo nella nostra vita.
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